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Infortunio sul lavoro causato da un terzo: si può chiedere il danno differenziale?

Infortunio sul lavoro causato da un terzo: si può chiedere il danno differenziale?

Un lavoratore si fa male per il blocco improvviso di un macchinario di un'azienda diversa dal suo datore di lavoro. Il caso spiega come si coordinano l'indennizzo INAIL e il risarcimento chiesto al terzo.

Questo è un caso reale
La domanda di partenza

Dopo un infortunio sul lavoro causato dal macchinario di un'altra azienda, posso chiedere un risarcimento oltre all'indennizzo INAIL?

La situazione

Una persona che lavora come autista di mezzi pesanti si trova, per ragioni di lavoro, presso i locali di un'azienda diversa dalla propria. Durante le operazioni di movimentazione della merce, il transpallet di proprietà di quell'azienda si blocca all'improvviso e provoca un infortunio con una frattura che richiede il gesso.

Il datore di lavoro è un'altra società rispetto a quella proprietaria del macchinario. L'infortunio viene denunciato e la pratica con l'INAIL, l'istituto che assicura contro gli infortuni sul lavoro, è già stata avviata.

Restano da chiarire due cose: se si possa chiedere un risarcimento all'azienda proprietaria del macchinario e come questa richiesta si coordini con quanto l'INAIL riconosce.

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Cosa prevede la legge

La responsabilità del custode

L'art. 2051 del codice civile stabilisce che ciascuno risponde del danno causato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito, cioè un evento imprevedibile e inevitabile, estraneo alla sfera di controllo del custode. È una responsabilità cosiddetta oggettiva: non occorre dimostrare la colpa del custode, ma il collegamento tra la cosa e il danno. Custode è chi ha il potere di fatto e di controllo sul bene.

Il risarcimento per fatto illecito

L'art. 2043 del codice civile è la regola generale: chi causa un danno ingiusto con dolo o colpa deve risarcirlo.

Infortunio causato da un terzo e danno differenziale

Quando l'infortunio è provocato da un soggetto estraneo al rapporto di lavoro, l'INAIL indennizza il lavoratore per il danno biologico permanente e per l'inabilità temporanea assoluta. Il lavoratore conserva però il diritto di agire contro il terzo responsabile per il cosiddetto danno differenziale, cioè le voci di danno non coperte dall'Istituto, come il danno biologico temporaneo, il danno morale e quello esistenziale.

L'INAIL, a sua volta, può agire in surroga (art. 1916 c.c.) nei confronti del terzo responsabile: si sostituisce al lavoratore nei suoi diritti, fino a concorrenza di quanto ha erogato. Questo serve a evitare duplicazioni del risarcimento.

Cosa dice la giurisprudenza

I giudici hanno sottolineato che, in materia di infortuni, è fondamentale ricostruire con precisione la dinamica dell'evento e le circostanze di tempo e di luogo. Hanno inoltre ribadito che, quando l'INAIL agisce in surroga o in regresso, subentra nei diritti del lavoratore verso il terzo responsabile entro il limite delle prestazioni erogate. Nei giudizi assume rilievo la valutazione complessiva dei documenti, come il verbale del pronto soccorso.

Cosa valutare con un avvocato

  • Chi fosse il custode del macchinario e quale controllo esercitasse su di esso.

  • Se vi siano elementi che possano configurare il caso fortuito, ad esempio un uso del tutto anomalo del mezzo.

  • Quali voci di danno siano coperte dall'INAIL e quali costituiscano danno differenziale.

  • Il momento in cui i postumi risultano stabilizzati e l'utilità di una valutazione medico-legale per quantificare il danno.

  • Il coordinamento tra la richiesta al terzo, l'eventuale intervento dell'INAIL in surroga e l'esistenza di una copertura assicurativa del responsabile.

  • Le possibili strade: trattativa stragiudiziale, con richiesta formale di risarcimento, oppure giudizio civile; e i termini di prescrizione applicabili.

Documenti utili da portare al primo colloquio:
  • Verbale del pronto soccorso e documentazione medica sul decorso
  • Denuncia di infortunio e comunicazioni con l'INAIL
  • Eventuale ricostruzione scritta della dinamica dell'accaduto e nominativi di testimoni
  • Fotografie del luogo e del macchinario, se disponibili
  • Contratto di lavoro e documenti che attestano l'attività svolta in quella sede
  • Eventuali comunicazioni scambiate con le aziende coinvolte o con le assicurazioni

Fonti

  • Corte di Cassazione, sentenza n. 13996/2017
  • Corte d'Appello, sentenza n. 518/2022
  • Corte d'Appello, sentenza n. 225/2019
  • Corte d'Appello, sentenza n. 1797/2022
  • Corte d'Appello, sentenza n. 508/2023
  • Tribunale, sentenza RG 740/2018
  • Corte d'Appello, sentenza n. 1100/2023
Questo contenuto ha natura esclusivamente informativa e orientativa: non contiene pareri legali personalizzati e non instaura alcun rapporto professionale. Ogni situazione va valutata da un avvocato.

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