Quando si parla di diritti e scadenze legali, capire la differenza tra prescrizione e decadenza è fondamentale. Entrambe sono legate al passare del tempo, ma hanno conseguenze diverse: la prescrizione riguarda un diritto che non viene esercitato per un periodo previsto dalla legge mentre la decadenza si verifica quando non si compie un determinato atto entro il termine stabilito.
Comprendere quale delle due si applica è cruciale per capire come agire, se è ancora possibile tutelarsi e quali sono le tempistiche di eventuali pretese e contestazioni.
Vediamo nel dettaglio.
Prescrizione: significato.
Per prescrizione si intende l’istituto giuridico per il quale un diritto può estinguersi quando il suo titolare non lo esercita per un determinato periodo di tempo previsto dalla legge (art. 2934 c.c.) La sua funzione è di garantire certezza nei rapporti giuridici, evitando che una persona possa avanzare pretese dopo un periodo di tempo indefinito.
Quanto dura il termine di prescrizione?
Il Codice civile prevede diversi termini e tra i principali troviamo:
- Prescrizione ordinaria di 10 anni: si applica alla maggior parte dei diritti, salvo che la legge preveda un termine diverso (art. 2946 c.c.).
- Prescrizione di 5 anni: si applica tra le varie ipotesi, al diritto al risarcimento dei danni derivanti da fatto illecito (art.2947 comma 1, c.c.), ai canoni di locazione e a tutte le prestazioni periodiche da pagare annualmente o entro tempistiche più brevi (art. 2948 c.c.).
- Prescrizione di 2 anni: si applica, in generale, al diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione dei veicoli, salvo le eccezioni previste dalla legge (art. 2947 comma 2, c.c.).
- Prescrizione di 1 anno: è prevista, ad esempio, per i diritti derivanti dal contratto di trasporto o di spedizione (art. 2951 c.c.).
Per individuare il termine corretto non basta, quindi, sapere che esiste una prescrizione ordinaria ma occorre verificare quale disciplina si applica a seconda del caso concreto.
Quando la prescrizione si interrompe o si sospende?
Un aspetto importante riguarda la possibilità di interrompere o sospendere il termine.
L'interruzione si verifica quando ad esempio il titolare del diritto invia al debitore una richiesta di pagamento chiara e inequivocabile, portata a sua conoscenza, oppure quando quest’ultimo riconosce il debito (art.2944 c.c.). In questi casi, il tempo già trascorso si azzera e inizia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione.
La sospensione opera invece come “una parentesi”, ovvero il termine si arresta di fronte a particolari situazioni tra le parti (ad esempio fra coniugi o tra tutore e minore) o a fronte di specifiche condizioni del titolare del diritto. Durante la sospensione il termine, quindi, non corre bensì riprende una volta che viene meno la causa che ha determinato la sospensione. È importante ricordarsi che il conteggio va sempre sommato al periodo di tempo maturato prima dell’arresto.
Un altro aspetto da ricordare è che il giudice non può rilevare la prescrizione di propria iniziativa ma deve essere la parte interessata a farla valere. Inoltre, una volta che la prescrizione si è compiuta, il debitore può rinunciarvi anche attraverso un comportamento che manifesti chiaramente questa volontà (art. 2937 c.c.).
Decadenza: significato e termine
La decadenza funziona in modo diverso. Il termine di decadenza, infatti, è una scadenza perentoria entro la quale bisogna compiere un determinato atto per conservare la possibilità di esercitare un diritto. Se il termine scade senza che l'atto sia stato compiuto, si perde la possibilità di esercitare quel diritto secondo le modalità previste dalla disciplina applicabile.
Il termine di decadenza può essere previsto dalla legge oppure, quando consentito, da un accordo tra le parti e, in quest'ultimo caso, verte solo sui diritti disponibili (ovvero quelli di cui il titolare può esercitare liberamente es. diritto a farsi pagare una fattura, il canone di locazione etc) a condizione che il termine non sia stabilito solo per rendere eccessivamente difficile a una delle parti l’esercizio del diritto come dichiarato dall'art. 2965 c.c.
La decadenza può essere sospesa?
A differenza della prescrizione, la decadenza generalmente non può subire alcuna interruzione e l’unica cosa che si può fare è compiere l’atto prescritto dalla legge o dal contratto (art.2966 c.c.).
Anche la sospensione di regola non viene applicata alla decadenza a meno che una specifica norma di legge non preveda una deroga espressa come nel caso della sospensione feriale dei termini processuali. Un altro aspetto da considerare riguarda la possibilità di far valere la decadenza in giudizio. In pratica, significa chiedere al giudice di tenere conto del fatto che un termine è scaduto e che, di conseguenza, una persona ha perso la possibilità di esercitare un determinato diritto. Ad esempio, se un soggetto presenta una richiesta dopo la scadenza del termine previsto dalla legge, la controparte può far presente al giudice che il termine è decorso e chiedere che vengano tratte le conseguenze previste dalla legge.
In alcuni casi è il giudice stesso a rilevare autonomamente la decadenza. In questo caso però ai sensi dell'art. 2969 c.c., può farlo d'ufficio solo quando si tratta di materie sottratte alla disponibilità delle parti (diritti indisponibili). Negli altri casi, quindi quando parliamo di diritti disponibili, la decadenza deve essere segnalata direttamente dalla parte interessata.
Differenza tra prescrizione e decadenza: tabella comparativa
Differenza tra prescrizione e decadenza: esempi pratici
Per capire meglio la differenza tra prescrizione e decadenza ecco alcuni esempi concreti.
Esempi di prescrizione
- Fattura non pagata: supponiamo che un'impresa stia attendendo il pagamento di una fattura da parte di un cliente. Nella maggior parte dei casi il credito contrattuale si prescrive in 10 anni anche se solitamente è necessario verificare la natura del rapporto e le eventuali regole speciali applicabili.
- Danno causato da un incidente stradale: chi subisce un danno a causa di un incidente stradale deve prestare attenzione al termine per chiedere il risarcimento. In generale, il diritto si prescrive in due anni, ferma restando la possibilità che si applichino termini diversi nei casi previsti dalla legge.
- Canoni di locazione non pagati: se un inquilino non paga il canone di affitto, il proprietario deve considerare che il diritto a riscuotere ciascun canone si prescrive, di regola, in cinque anni. È quindi importante verificare le singole scadenze e gli eventuali atti che possono interrompere la prescrizione.
- Spese condominiali: le spese periodiche ovvero quelle soggette alla gestione ordinaria e ai servizi continuativi sono soggette alla prescrizione di 5 anni la quale può essere interrotta.
Esempi di decadenza
- La denuncia dei vizi nella vendita: nella vendita tra privati o tra professionisti/imprese (disciplinata dal Codice Civile) chi acquista un bene con vizi deve, di regola, denunciarli al venditore entro otto giorni dalla scoperta per avere il diritto di garanzia, salvo termini diversi o eccezioni previste dalla legge. Si tratta di un termine di decadenza previsto dall'art. 1495 c.c. A partire dal 2022 per gli acquisti effettuati da consumatori il Codice del Consumo ha soppresso l’obbligo di denuncia del vizio a pena di decadenza e resta unicamente il termine di prescrizione per l’azione giudiziaria (26 mesi dalla consegna).
- L'impugnazione di una delibera condominiale: un condòmino assente, astenuto o dissenziente che intende contestare una delibera dell’assemblea condominiale deve rispettare il termine di 30 giorni previsto. Il termine decorre dalla data di deliberazione per chi era presente all’assemblea e dal giorno di ricezione del verbale per gli assenti.
- Un termine previsto da un contratto (decadenza convenzionale art. 2965 c.c.): nei contratti commerciali o tra privati, le parti possono inserire clausole che prevedono scadenze precise entro cui compiere un determinato atto, pena la perdita della possibilità di far valere un diritto. È il caso, ad esempio, di una clausola che impone di segnalare difetti o difformità della merce entro 15 giorni dalla consegna, oppure dei termini previsti da una polizza assicurativa per comunicare un sinistro alla compagnia.
Perché è importante conoscere la differenza tra prescrizione e decadenza?
Distinguere tra prescrizione e decadenza è fondamentale perché i due istituti possono cambiare concretamente le possibilità di tutelare un diritto. Nel caso della prescrizione, è importante verificare quando il termine ha iniziato a decorrere, se ci sono state interruzioni e se esistono cause di sospensione. Per la decadenza, invece, occorre soprattutto individuare il termine applicabile e compiere l'atto richiesto prima della scadenza.
In entrambe le situazioni, aspettare troppo può avere conseguenze rilevanti. Anche una richiesta di pagamento, una contestazione o un'impugnazione apparentemente semplice può richiedere una valutazione attenta dei termini e delle modalità previste dalla legge. Se hai dubbi sulla prescrizione o sulla decadenza di un tuo diritto, oppure hai ricevuto una richiesta di pagamento che ritieni tardiva, è opportuno verificare la situazione prima di prendere una decisione. Un avvocato può aiutarti a individuare la disciplina applicabile, controllare le scadenze e valutare quali iniziative siano ancora possibili.



