Firma per la ricezione di una lettera consegnata da un addetto alle consegne.
14/10/2026

Notifica di un atto giudiziario: cosa vuol dire e perché la data è importante

Hai appena ricevuto una notifica di un atto giudiziario e ti stai chiedendo che cosa significhi e cosa devi fare.

Per notifica si intende lo strumento con cui un documento, l’atto giudiziario appunto, viene portato ufficialmente a conoscenza di un soggetto. La data della notifica si trova, a seconda dei casi, nella relata di notifica, nell'avviso di ricevimento della raccomandata o nelle ricevute della PEC. Si tratta di una data importante perché, da quel momento, possono iniziare a decorrere i termini entro i quali devi difenderti, presentare un ricorso o compiere altri adempimenti previsti dalla legge.

Capiamo meglio nel dettaglio.

Notifica di un atto giudiziario: cosa significa?

Quando si parla di notifica di un atto giudiziario, si fa riferimento alla procedura con cui una persona viene informata ufficialmente dell'esistenza di un determinato atto come, ad esempio, un decreto ingiuntivo, una sentenza, un atto di citazione o qualsiasi altro provvedimento.  La notifica serve a fare in modo che il destinatario sappia che l'atto esiste e possa esercitare il proprio diritto di difesa entro i termini stabiliti dalla legge quando previsto.

Per questo motivo, ricevere un atto giudiziario non è mai qualcosa da sottovalutare o ignorare. Indipendentemente dal contenuto del documento, è fondamentale verificarne la tipologia e accertare quando è stato notificato.

Da quando decorrono i termini e come si calcola la data di notifica?

Una delle domande più importanti che bisogna porsi quando si riceve un atto di notifica riguarda proprio la decorrenza dei termini della notifica stessa.

In generale, quando un termine è espresso in giorni, il giorno in cui la notifica si perfeziona, ovvero il giorno in cui il destinatario viene a conoscenza dell’atto, non viene conteggiato e il calcolo parte quindi dal giorno successivo (art. 155 del c.p.c.). Ad esempio, se la notifica si perfeziona il 10 novembre e il termine previsto è di 20 giorni, il primo giorno da conteggiare sarà l'11 novembre e, seguendo le regole generali sul computo dei termini, il ventesimo giorno sarà il 30 novembre.

Bisogna però prestare attenzione anche al giorno di scadenza. Se la scadenza cade in un giorno festivo, il termine viene generalmente prorogato al primo giorno seguente non festivo. Inoltre, per l’art. 155 comma 5, c.p.c., se il termine cade di sabato, la scadenza slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo (lunedì).

Il calcolo può quindi sembrare semplice, ma non sempre lo è. La durata del termine e le regole applicabili dipendono infatti dal tipo di atto e dall'attività che il destinatario deve compiere.

Dove si trova la data della notifica?

Se hai ricevuto un atto giudiziario e vuoi capire da quando decorre esattamente il termine a tua disposizione, il primo passo è individuare la documentazione relativa alla notifica.

A seconda della modalità utilizzata, la data si trova:

  • nella relata di notifica, cioè la dichiarazione formale redatta dall'ufficiale giudiziario o dall'avvocato, posizionata di solito in calce all'atto.
  •  sull'avviso di ricevimento, ossia la cartolina verde o la ricevuta rilasciata dal postino o dall'ufficio postale al momento della consegna.
  •  nella ricevuta di avvenuta consegna, se l'atto è  stato inviato tramite PEC.

È importante conservare questi documenti insieme all'atto, perché possono essere necessari per verificare quando la notifica si è perfezionata e, di conseguenza, per calcolare correttamente eventuali termini.

Notifica a mezzo posta: come funziona?

La notifica a mezzo posta (la classica “busta verde” disciplinata dalla Legge 890/1982) è una delle modalità con cui un atto giudiziario può essere consegnato al destinatario.   In questo caso, l'atto viene normalmente inviato tramite una specifica raccomandata con avviso di ricevimento. Se la consegna va a buon fine, l'avviso di ricevimento permette di documentare l'avvenuta consegna.

Ma cosa succede se il destinatario non è presente?

Se al momento del recapito non c’è nessuno abilitato a ricevere la busta, la procedura prevede passaggi precisi:

  •  Viene lasciato dal postino un avviso di giacenza nella cassetta delle lettere.
  • l’atto viene depositato presso l'ufficio postale competente.
  • Al destinatario viene spedita una seconda raccomandata informativa (chiamata in gergo CAD, Comunicazione di Avvenuto Deposito), che lo avverte formalmente che c’è un atto giudiziario da ritirare.

Che cos'è la compiuta giacenza?

La mancata consegna dell'atto non significa necessariamente che la notifica non produca effetti.

Quando ricorrono le condizioni previste dalla legge, può infatti verificarsi la compiuta giacenza ovvero trascorso il periodo previsto senza che il destinatario abbia ritirato l'atto, la notifica può considerarsi perfezionata anche se il documento non è stato materialmente consegnato nelle sue mani.

Per gli atti giudiziari notificati a mezzo posta, ad esempio, non bisogna aspettare la fine della giacenza ma la notifica si considera perfezionata dopo 10 giorni dalla spedizione della raccomandata che ti avvisa del deposito (o il giorno stesso del ritiro, se vai prima). Da quel decimo giorno i termini decorrono comunque, anche se non recuperi la busta.

Non ritirare la raccomandata, quindi, non significa necessariamente bloccare la procedura, anzi, al contrario, visto che aspettare potrebbe farti perdere termini importanti.

Come avviene la notifica tramite ufficiale giudiziario?

La regola generale prevede che l’ufficiale giudiziario provi a consegnare direttamente l’atto nelle mani del destinatario. In alcune situazioni, però, se ad esempio il soggetto non è presente presso la sua abitazione o sul posto di lavoro, la legge consente la consegna a una persona di famiglia, a un addetto alla casa o all'ufficio, purché non sia minore di quattordici anni o palesemente incapace. (art. 139 c.p.c.). Se la consegna non può essere effettuata per qualsiasi motivo, l'ufficiale giudiziario può procedere secondo le modalità previste dalla legge, che possono comprendere il deposito dell'atto e ulteriori comunicazioni al destinatario.

Anche in questo caso, è importante verificare con attenzione la documentazione relativa alla notifica e la data in cui questa si è perfezionata.

Come funziona la notifica tramite PEC?

La PEC, cioè la posta elettronica certificata, permette di notificare un atto attraverso un sistema che fornisce ricevute in grado di documentare l'invio e la consegna del messaggio. In particolare, il sistema genera una ricevuta di accettazione, che attesta la presa in carico del messaggio da parte del gestore del mittente, e una Ricevuta di Avvenuta Consegna (RAC), che documenta la consegna del messaggio nella casella PEC del destinatario. Nel caso in cui la PEC dovesse arrivare dopo le 21:00, la notifica del destinatario si intende perfezionata alle ore 7:00 del mattino successivo. 

Questa tipologia di comunicazione è importante perché consente di verificare quando la notifica si è perfezionata e rientra nella documentazione da conservare insieme all'atto ricevuto.

Cosa fare quando si riceve un atto giudiziario?

La prima cosa da fare è non aspettare.

Agire tempestivamente è fondamentale dato che dalla notifica decorrono termini importanti per presentare una difesa, proporre un'opposizione o compiere gli atti previsti dalla legge.
In caso di necessità ricorda che un avvocato può esaminare l'atto, verificare la modalità con cui è stato notificato e aiutarti a capire quali sono i prossimi passi da compiere e entro quali termini.

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