Patente sospesa: urine positive ai cannabinoidi e sangue negativo
Dopo un incidente, gli esami rilevano cannabinoidi nelle urine ma non nel sangue, e la patente viene sospesa. Il caso spiega cosa prevede il Codice della Strada e cosa hanno detto i giudici.
È legittima la sospensione della patente se il test delle urine è positivo ai cannabinoidi ma quello del sangue è negativo?
La situazione
Una persona è coinvolta in un incidente stradale. Negli accertamenti sanitari eseguiti in ospedale, l'esame delle urine risulta positivo ai cannabinoidi, mentre l'esame del sangue è negativo.
Sulla base di questi referti, l'organo accertatore procede al ritiro cautelare della patente, in attesa delle decisioni dell'autorità competente sulla sospensione.
Resta il dubbio: una positività alle urine, senza traccia nel sangue, basta per dire che la persona guidava in stato di alterazione? È la domanda che si pongono molti conducenti in situazioni simili.
Cosa prevede la legge
L'art. 187 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992) punisce chi guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope. Tra le conseguenze previste ci sono le sanzioni accessorie, come la sospensione della patente, e i provvedimenti cautelari di ritiro del documento.
Assunzione e alterazione non coincidono
Per configurare l'illecito non basta aver assunto la sostanza in passato. Serve la prova che, nel momento in cui si guidava, lo stato di alterazione fosse presente e attuale.
Cosa dice la giurisprudenza
La Corte di Cassazione ha più volte affrontato il valore dei diversi esami.
Urine. Secondo la sentenza n. 17094/2026, l'esame delle urine da solo non è idoneo a dimostrare l'alterazione al momento del sinistro, perché indica un'esposizione pregressa alla sostanza.
Attualità degli effetti. L'ordinanza n. 35647/2024 richiede la certezza che gli effetti di alterazione fossero attuali durante la guida.
Sangue. La sentenza n. 34701/2025 considera il prelievo ematico l'esame adatto a mostrare la presenza attuale del principio attivo nell'organismo.
Un Tribunale, con la sentenza n. 1250/2023, ha ritenuto che in assenza di positività ematica manchi la prova dell'alterazione al momento della guida, con conseguente venir meno della base per la sospensione.
Cosa valutare con un avvocato
Ogni situazione ha i suoi dettagli, e solo un avvocato può valutarli. Tra gli aspetti che di solito si verificano:
quali accertamenti sono stati effettivamente eseguiti, in quali tempi rispetto all'incidente e con quali modalità;
cosa riportano i referti sanitari e il verbale, anche sugli eventuali segni di alterazione osservati;
in quale fase si trova il procedimento (ritiro cautelare, eventuale provvedimento di sospensione) e quali termini sono in corso;
quali strumenti prevede la legge: osservazioni scritte all'autorità che deve decidere e, se la sospensione viene disposta, opposizione davanti al giudice competente, con la possibilità di chiedere la sospensione degli effetti del provvedimento;
se vi siano profili ulteriori, ad esempio penali, collegati all'incidente.
- Verbale di accertamento e di ritiro della patente
- Referti degli esami delle urine e del sangue
- Documentazione sanitaria e verbale del pronto soccorso
- Eventuale provvedimento di sospensione della patente, con la data di notifica
- Patente di guida e documenti del veicolo
- Rapporto dell'incidente, se disponibile
Fonti
- Tribunale, sentenza n. 1250/2023
- Corte di Cassazione, sentenza n. 17094/2026
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 35647/2024
- Corte di Cassazione, sentenza n. 34701/2025
- Corte di Cassazione, sentenza n. 30617/2024
- Corte di Cassazione, sentenza n. 31190/2024
- Corte di Cassazione, sentenza n. 1424/2026
- D.Lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada)