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Separazione giudiziale e assegno di mantenimento: quando passare al consensuale?

Separazione giudiziale e assegno di mantenimento: quando passare al consensuale?

Un coniuge senza reddito, con un figlio maggiorenne studente convivente, riceve un contributo mensile contenuto ed è chiamato a valutare il passaggio dalla separazione giudiziale a quella consensuale. Il quadro di norme e orientamenti.

Questo è un caso reale
La domanda di partenza

Posso accettare di passare alla separazione consensuale se l'assegno proposto è basso e limitato a un anno? E il figlio maggiorenne studente?

La situazione

Un coniuge ha dedicato gran parte della vita alla cura della famiglia, rinunciando a una carriera lavorativa stabile. L'altro coniuge ha invece un reddito fisso. Il secondo ha avviato una separazione giudiziale, cioè davanti al giudice e senza accordo, ma ora spinge per trasformarla in consensuale.

Nel frattempo versa spontaneamente un contributo mensile di poche centinaia di euro. Viene proposto che l'assegno duri un solo anno. In casa vive anche un figlio maggiorenne, studente, non ancora economicamente autonomo. Restano da sostenere le spese della casa coniugale, in comproprietà: bollo, assicurazione, tassa sui rifiuti, bollette.

Il coniuge più debole è assistito da un avvocato con patrocinio a spese dello Stato e ha dei dubbi sul suo operato: si chiede se e come cambiare difensore.

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Cosa prevede la legge

Dalla separazione giudiziale a quella consensuale

La separazione può iniziare in via giudiziale e, in ogni stato e grado del procedimento, essere trasformata in consensuale se i coniugi trovano un accordo sulle condizioni. È una possibilità incoraggiata dall'ordinamento, ma l'accordo deve tutelare adeguatamente i diritti che non si possono comprimere, in particolare quelli dei figli e del coniuge economicamente più debole.

L'assegno di mantenimento

L'assegno di mantenimento serve a garantire al coniuge privo di adeguati redditi propri un tenore di vita tendenzialmente analogo a quello goduto durante il matrimonio. Si tiene conto anche del contributo dato alla conduzione familiare e della differenza di reddito tra i coniugi. Ciascun coniuge concorre in proporzione alle proprie sostanze.

Il figlio maggiorenne non autosufficiente

L'obbligo di mantenimento dei genitori non cessa automaticamente con la maggiore età: continua finché il figlio non raggiunge l'autonomia economica, ad esempio perché sta ancora completando gli studi.

Le spese della casa

Gli oneri legati alla casa coniugale, soprattutto se è in comproprietà, possono incidere sulla determinazione complessiva del contributo economico.

Patrocinio a spese dello Stato

Il patrocinio esonera dal pagamento dei compensi del proprio avvocato, ma non dai debiti verso terzi, come le bollette o i tributi. È possibile cambiare difensore scegliendone un altro iscritto alle liste del patrocinio.

Cosa dice la giurisprudenza

Il Tribunale, con sentenza RG 4272/2023, ha affermato che il passaggio dalla separazione giudiziale alla consensuale è sempre possibile. Il Tribunale, con sentenza n. 2112/2023, ha precisato che le condizioni concordate devono tutelare i diritti indisponibili, in primo luogo quelli dei figli e del coniuge debole.

Una durata limitata a un solo anno non trova un appiglio automatico nella legge: contano la storia familiare, i sacrifici lavorativi compiuti e la situazione dei figli.

Cosa valutare con un avvocato

  • Se le condizioni proposte per il consensuale rispettino i diritti dei figli e del coniuge economicamente più debole.

  • Come quantificare l'assegno tenendo conto dei redditi, del tenore di vita e del contributo alla famiglia.

  • Se il contributo per il figlio maggiorenne vada previsto distintamente e se sia versato direttamente al figlio o al genitore convivente.

  • Come trattare le spese della casa in comproprietà.

  • Se, in caso di mancato accordo, sia opportuno chiedere al giudice provvedimenti provvisori e urgenti.

  • Come cambiare difensore mantenendo l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Documenti utili da portare al primo colloquio:
  • Atti del procedimento di separazione (ricorso, memorie, eventuali provvedimenti)
  • Dichiarazioni dei redditi e buste paga del coniuge, se disponibili
  • Documentazione sulla propria situazione reddituale e patrimoniale
  • Prova dei versamenti mensili ricevuti
  • Documenti di iscrizione agli studi del figlio
  • Titoli di proprietà della casa e documenti sulle spese (bollo, assicurazione, tassa rifiuti, bollette)
  • Provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato
  • Bozza di eventuale accordo di separazione consensuale

Fonti

  • Tribunale, sentenza RG 4272/2023
  • Tribunale, sentenza n. 2112/2023
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 545/2020
  • Corte di Cassazione, ordinanza n. 157/2022
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 28727/2023
  • Corte d'Appello, sentenza n. 787/2022
  • Legge n. 898/1970
  • Atto normativo n. 151/1975
  • Atto normativo n. 54/2006
  • Atto normativo n. 149/2022
Questo contenuto ha natura esclusivamente informativa e orientativa: non contiene pareri legali personalizzati e non instaura alcun rapporto professionale. Ogni situazione va valutata da un avvocato.