Sovraindebitamento: ristrutturazione dei debiti e tributi locali prescritti
Una persona senza lavoro, con debiti verso l'agente della riscossione e tributi locali di diversi anni prima, si chiede se possa accedere alla ristrutturazione dei debiti del consumatore e se quei tributi siano ancora esigibili.
Posso accedere alla ristrutturazione dei debiti per gestire le mie posizioni debitorie e i tributi locali di alcuni anni fa sono ancora esigibili?
La situazione
Una persona oggi senza lavoro si trova con più posizioni debitorie: alcune cartelle affidate all'agente nazionale della riscossione e altre richieste da un concessionario che riscuote tributi locali, tra cui IMU e TASI di diversi anni prima.
Le rate bimestrali da pagare sono troppo pesanti rispetto alla sua situazione economica, e alcuni piani di pagamento concessi in precedenza sono decaduti. I debiti derivano da obblighi tributari e personali, non da un'attività d'impresa o professionale.
Si pongono due domande: se esista uno strumento per riorganizzare tutti i debiti in un unico piano sostenibile e se le pretese sui tributi locali più vecchi siano ancora legittime, o se il tempo trascorso le abbia rese non più esigibili.
Cosa prevede la legge
La ristrutturazione dei debiti del consumatore
La ristrutturazione dei debiti del consumatore era stata introdotta dalla Legge n. 3/2012 ed è oggi disciplinata dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019). Permette alla persona fisica che ha contratto debiti per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale di proporre ai creditori un piano di rientro commisurato alle proprie reali capacità economiche.
Servono due elementi. Il primo è la qualifica di consumatore. Il secondo è lo stato di sovraindebitamento, cioè una situazione di squilibrio stabile tra debiti e risorse disponibili. La domanda si presenta con l'assistenza di un Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento (OCC), ente che aiuta il debitore a predisporre il piano e ne attesta la situazione.
La prescrizione dei tributi locali
Per IMU, TASI e altri tributi locali periodici vale un termine di prescrizione di cinque anni. La prescrizione è il decorso del tempo oltre il quale il credito non può più essere preteso. Il termine può però essere interrotto da atti validamente notificati al contribuente, e in tal caso ricomincia a decorrere.
Cosa dice la giurisprudenza
La Corte di Cassazione ha chiarito che la qualifica di consumatore, nelle procedure di sovraindebitamento, dipende dalla natura delle obbligazioni che si intendono ristrutturare. Conta quindi l'origine dei debiti, più che la condizione personale del debitore.
La Suprema Corte è tornata anche sull'omologazione del piano del consumatore previsto dal Codice della crisi: il giudice verifica l'assenza di motivi ostativi, sia di natura giuridica sia di legittimità, prima di approvare il piano.
Cosa valutare con un avvocato
Se i debiti da ristrutturare siano davvero estranei a un'attività d'impresa o professionale, e se sussista un sovraindebitamento secondo il Codice della crisi.
Come si trattano nel piano i crediti tributari e quelli affidati all'agente della riscossione, e quali effetti ha la domanda sulle procedure di recupero in corso.
Se, tra l'annualità dei tributi locali e oggi, siano stati notificati atti capaci di interrompere la prescrizione quinquennale, e se tali notifiche siano state regolari.
Come far valere la prescrizione e con quali strumenti e termini.
Quali alternative esistano, come la rateizzazione dei carichi affidati alla riscossione, se la procedura di sovraindebitamento non fosse percorribile.
- Cartelle di pagamento, avvisi e solleciti ricevuti dall'agente della riscossione e dal concessionario dei tributi locali
- Estratto di ruolo aggiornato, che si può richiedere online con SPID
- Relate di notifica degli atti relativi ai tributi locali
- Piani di rateizzazione concessi e documentazione sulle eventuali decadenze
- Documentazione sulla situazione reddituale: disoccupazione, assenza di entrate, ISEE
- Elenco completo dei debiti con i relativi creditori
- Estratti conto bancari recenti e documenti su beni posseduti
- Composizione del nucleo familiare e spese di sussistenza
Fonti
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 9549/2025
- Corte di Cassazione, decreto n. 22699/2023
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 4622/2024
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 1048/2025
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 15505/2023
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 27403/2015
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 17348/2015
- D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza)