Casa in comodato e mantenimento di una figlia maggiorenne
Cosa accade alla casa familiare concessa in comodato dai genitori di un coniuge quando ci si separa, e come incide sul mantenimento di una figlia maggiorenne l'inizio del servizio civile.
Cosa succede alla casa familiare in comodato d'uso durante la separazione e devo continuare a mantenere mia figlia maggiorenne che inizia il servizio civile?
La situazione
Un genitore è in conflitto con il coniuge e si prepara a una separazione giudiziale, cioè senza accordo tra le parti. La casa in cui la famiglia vive appartiene ai genitori di uno dei due coniugi, che l'hanno concessa in comodato d'uso (in pratica, un prestito gratuito dell'immobile). In futuro i proprietari intendono donarla al figlio o alla figlia.
Con i coniugi vive una figlia ventiduenne, che sta per iniziare il servizio civile e riceverà quindi un compenso. Le domande sono due: che destino avrà la casa, e se il mantenimento della figlia continui a essere dovuto.
Cosa prevede la legge
La separazione giudiziale
Quando i coniugi non trovano un accordo e la convivenza non può essere ricostruita, si può chiedere al giudice la separazione. Il giudice stabilisce i provvedimenti a tutela del coniuge più debole e dei figli (art. 156 c.c.).
L'assegnazione della casa familiare
L'assegnazione della casa non dipende da chi ne sia proprietario. Serve a proteggere l'interesse dei figli a mantenere l'ambiente domestico in cui sono cresciuti. Questa tutela si estende anche ai figli maggiorenni che non sono economicamente autosufficienti e che continuano a vivere in casa.
Il mantenimento dei figli maggiorenni
L'obbligo dei genitori non finisce automaticamente con i diciotto anni: dura finché il figlio non raggiunge una stabile indipendenza economica.
Cosa dice la giurisprudenza
Per la giurisprudenza di legittimità, se un immobile è dato in comodato per essere usato come casa familiare, chi l'ha concesso (il comodante) può chiederne la restituzione solo in presenza di un bisogno urgente e imprevisto. Ne segue che un successivo passaggio di proprietà, come una donazione, non modifica da solo il diritto di abitare la casa legato alle esigenze dei figli, se la casa è stata assegnata al genitore con cui convivono.
Sul mantenimento, i compensi dei volontari del servizio civile universale non sono imponibili ai fini IRPEF. Poiché il rapporto è assimilabile a un contratto a termine o a un tirocinio, tale compenso potrebbe non bastare a dimostrare una piena e stabile indipendenza economica. Il diritto al mantenimento quindi non decade in automatico, ma il suo importo può essere rivalutato.
Cosa valutare con un avvocato
Con quale genitore la figlia vive in modo stabile e prevalente, perché da ciò dipende l'eventuale assegnazione della casa.
Il contenuto dell'accordo di comodato: se la casa sia stata destinata ad abitazione della famiglia, la durata e le condizioni.
Se i proprietari possano far valere un bisogno urgente e imprevisto che consenta la restituzione.
Gli effetti della futura donazione sul rapporto tra nuovo proprietario e assegnatario.
L'entità e la durata del compenso del servizio civile, e se possa dirsi un'autonomia economica stabile o solo temporanea.
L'opportunità di cercare un accordo con l'altro coniuge su casa e contributo al mantenimento, accanto al giudizio.
- Contratto o prova scritta del comodato d'uso dell'immobile
- Atto di proprietà dell'immobile e informazioni sulla donazione programmata
- Certificato di matrimonio e stato di famiglia
- Documentazione sul servizio civile della figlia: domanda, durata e compenso previsto
- Dichiarazioni dei redditi e buste paga o altri redditi dei genitori
- Eventuali provvedimenti o accordi già intervenuti tra i coniugi
- Documenti sulle spese ordinarie della figlia, come studio e spese mediche
Fonti
- Legge n. 898/1970
- Legge n. 151/1975
- Regio Decreto n. 262/1942 (Codice Civile)