Separazione con figli minori: affidamento e casa cointestata
Come funzionano separazione, affidamento dei figli minori e assegnazione della casa familiare quando l'immobile è cointestato e la convivenza è diventata difficile. Norme, orientamenti dei giudici e aspetti da chiarire con un avvocato.
Come posso separarmi dal mio coniuge tutelando i figli minori e ottenendo l'assegnazione della casa familiare cointestata?
La situazione
Una persona con due figli minori, in età scolare e di pochi anni più piccolo l'uno dell'altro, vive una forte tensione con il coniuge. Da alcuni mesi i due non si parlano più e un percorso di terapia di coppia non ha dato esito.
La casa in cui abita la famiglia è intestata a entrambi i coniugi. La convivenza è diventata difficile e a preoccupare è soprattutto il clima in cui crescono i bambini.
Le domande sono molte: quali strade esistono per separarsi, come tutelare i figli, a chi può essere assegnata la casa familiare anche se appartiene a tutti e due, e se ciò che è successo nella coppia incida sulla separazione.
Cosa prevede la legge
La separazione
La separazione personale può essere consensuale, quando i coniugi si accordano sulle condizioni, oppure giudiziale, quando è il giudice a decidere. Presuppone che la prosecuzione della convivenza sia diventata intollerabile o tale da recare grave pregiudizio all'educazione dei figli. Sul piano pratico, chi si separa può quindi cercare un accordo, anche con l'assistenza dei rispettivi avvocati (la cosiddetta negoziazione assistita), oppure rivolgersi al tribunale con un ricorso.
L'affidamento dei figli
Vale il principio della bigenitorialità: il minore ha diritto a un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore e a trascorrere con entrambi tempi adeguati (legge n. 54/2006 e D.Lgs. n. 162/2014). Affidamento condiviso non significa necessariamente tempi uguali: i figli possono avere una residenza prevalente presso un genitore, il cosiddetto collocamento.
Nel procedimento giudiziale va valutato anche l'ascolto del minore, tenendo conto delle riforme introdotte dal D.Lgs. n. 149/2022.
La casa familiare cointestata
L'assegnazione della casa familiare è dettata nell'esclusivo interesse morale e materiale dei figli minori ed è indipendente da chi sia proprietario. L'art. 337-sexies del codice civile prevede che il godimento della casa sia attribuito tenendo conto prioritariamente dell'interesse dei figli. Per questo la cointestazione non impedisce l'assegnazione, che di regola riguarda il genitore presso cui i figli vivono in via prevalente.
L'addebito
Il giudice può dichiarare che la separazione è addebitabile a un coniuge se questi ha gravemente violato i doveri del matrimonio. Serve però che quel comportamento sia stato la causa dell'crisi.
Cosa dice la giurisprudenza
I tribunali hanno riconosciuto che la mancanza di comunicazione e la tensione costante possono integrare l'intollerabilità della convivenza, e che la separazione serve spesso a far crescere i figli in un clima più sereno, regolato da un provvedimento del giudice (Tribunale, sentenza n. 6935/2023).
La Corte d'appello, con la sentenza RG 423/2022, ha ribadito il diritto dei genitori alla piena realizzazione della relazione con i figli e all'esercizio del loro ruolo educativo.
Sull'addebito, alcune sentenze di merito (Tribunale, sentenza n. 1505/2022 e sentenza n. 1134/2023) ne trattano i presupposti. In un'altra decisione (Tribunale, sentenza n. 1252/2016) si considerano relazioni extraconiugali e abbandono del tetto coniugale, che in assenza di prove non possono fondare la domanda.
Cosa valutare con un avvocato
Se sia percorribile un accordo (separazione consensuale o negoziazione assistita) o se, in caso di forte conflitto, sia più adatto il ricorso giudiziale.
Quali provvedimenti provvisori e urgenti si possano chiedere al giudice per regolare la convivenza nell'abitazione e la serenità dei figli durante il procedimento.
Come impostare affidamento, collocamento e tempi di permanenza con ciascun genitore.
Gli elementi che possono incidere sull'assegnazione della casa, in particolare il collocamento prevalente dei figli.
Se vi siano i presupposti per una domanda di addebito, tenendo conto che richiede prove precise.
L'ascolto dei figli e i tempi e i costi delle diverse strade.
- Documenti di identità dei coniugi
- Certificato di matrimonio e stato di famiglia
- Atto di proprietà della casa familiare e documenti sul mutuo, se presente
- Certificati di nascita dei figli
- Dichiarazioni dei redditi e documentazione su reddito e patrimonio di entrambi i coniugi
- Documenti sulle spese per i figli (scuola, attività, salute)
- Eventuali messaggi o comunicazioni che documentino il clima di conflitto
Fonti
- Legge n. 54/2006
- Legge n. 898/1970
- Legge n. 151/1975
- D.Lgs. n. 162/2014
- D.Lgs. n. 149/2022
- Tribunale, sentenza n. 6935/2023
- Tribunale, sentenza n. 1505/2022
- Tribunale, sentenza n. 1134/2023
- Tribunale, sentenza n. 1252/2016
- Corte d'appello, sentenza RG 423/2022