Guida dopo uso di hashish: si può contestare il ritiro della patente?
Una persona che guida per lavoro si vede ritirare la patente dopo un test positivo ai cannabinoidi. Il caso spiega cosa prevede il Codice della Strada, quali strumenti esistono per contestare il test e cosa valutare con un avvocato.
Posso contestare il risultato del test sulla droga e riavere subito la patente, dimostrando che al momento della guida non ero alterato?
La situazione
Una persona che usa l'auto per lavoro viene fermata durante un controllo su strada. Dagli accertamenti emerge la positività a un derivato della cannabis (hashish) e la patente le viene ritirata subito, in via cautelare.
Secondo chi è stato fermato, il valore rilevato sarebbe diverso e comunque più alto di quello che si aspettava. Soprattutto, sostiene di essere stato perfettamente lucido alla guida: nessun incidente, nessun ferito.
Senza patente l'attività lavorativa si ferma, e il timore è quello di un danno economico serio. La domanda è se sia possibile contestare l'esito del test e ottenere in tempi rapidi la restituzione del documento.
Cosa prevede la legge
L'art. 187 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992) punisce chi guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti. Il punto centrale è che la norma colpisce lo stato di alterazione presente al momento della guida, non il semplice fatto di aver assunto la sostanza in precedenza.
Il ritiro della patente
Il ritiro è una misura cautelare, cioè provvisoria: viene disposto subito dall'organo che effettua l'accertamento, in attesa delle decisioni del Prefetto sulla sospensione e dell'eventuale procedimento penale.
Gli strumenti di contestazione
contro il provvedimento di sospensione è possibile rivolgersi all'autorità giudiziaria, di norma il Giudice di Pace, che può riesaminare il provvedimento;
a seconda dello stato del procedimento, può essere possibile anche un ricorso al Prefetto;
nel ricorso si può chiedere la sospensione dell'efficacia del provvedimento (la cosiddetta sospensiva), motivandola con il danno grave che deriverebbe dalla mancanza della patente;
si può contestare l'affidabilità del test, ad esempio con controanalisi o perizia medico-legale.
Cosa dice la giurisprudenza
Per l'hashish, i giudici danno importanza alla quantità di principio attivo. Con riferimento alle cosiddette droghe leggere, alcune aggravanti o configurazioni di reato non sono di regola ravvisabili in presenza di quantità modeste.
Resta poi un principio su cui si concentra la difesa in questi casi: la sola positività al test non basta, se non è accompagnata da elementi che mostrino l'alterazione al momento della guida, come il comportamento alla guida, l'eloquio o la coordinazione.
Cosa valutare con un avvocato
Lo stato del procedimento: se il Prefetto abbia già adottato la sospensione e quale sia la strada di impugnazione corretta, con i relativi termini.
L'attendibilità dell'accertamento: modalità del prelievo o del test, strumenti usati, possibilità di controanalisi o perizia.
Gli elementi sintomatici: cosa risulta dal verbale sul comportamento della persona e sulla guida.
L'urgenza: come motivare una richiesta di sospensiva, documentando l'impatto sul lavoro.
Il profilo penale: il rischio di un procedimento per l'art. 187 e le possibili sanzioni accessorie, rispetto alle quali può contare l'assenza di incidenti.
- Verbale di contestazione e verbale di ritiro della patente
- Eventuali esiti del test e degli accertamenti sanitari
- Eventuale provvedimento di sospensione del Prefetto
- Documento di identità e copia della patente
- Documentazione sull'attività lavorativa che richiede la guida
- Eventuali referti o analisi effettuati autonomamente dopo il controllo
Fonti
- D.Lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada)
- Corte di Cassazione, sentenza n. 7506/2021
- Corte di Cassazione, sentenza n. 21291/2022
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 13115/2022
- Corte di Cassazione, sentenza n. 24574/2024
- Corte di Cassazione, sentenza n. 15880/2025
- Corte di Cassazione, sentenza n. 31540/2023
- Tribunale, sentenza n. 1250/2023
- D.Lgs. n. 150/2011