Ritiro della patente per eccesso di velocità di 20 km/h: è previsto?
Una persona che guida per lavoro si vede ritirare la patente dopo aver superato di poco il limite di velocità. Il caso illustra cosa prevede il Codice della Strada per ogni fascia di eccesso e quali strumenti esistono.
Mi hanno ritirato la patente per un eccesso di velocità di 20 km/h: è legittimo e come posso riaverla in fretta?
La situazione
Una persona che guida per lavoro viene fermata durante un controllo su strada. L'organo accertatore le contesta di aver superato il limite di velocità di circa 20 km/h e procede subito al ritiro materiale della patente, indicando una sospensione di un mese.
Per chi vive di spostamenti, restare senza patente significa non poter lavorare. Da qui due domande: se il ritiro sia previsto dalla legge per un eccesso di questa entità e quali strumenti esistano per ottenere in tempi brevi la restituzione del documento.
Cosa prevede la legge
L'articolo 142 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992) distingue le violazioni dei limiti di velocità in fasce di gravità crescente, collegando a ciascuna conseguenze diverse.
La fascia fino a 40 km/h oltre il limite
Il comma 8 riguarda chi supera il limite di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h. Per questa fascia sono previste una sanzione pecuniaria e la decurtazione di 3 punti dalla patente. Non è prevista, in via ordinaria, la sanzione accessoria della sospensione della patente.
Le fasce più gravi
La sospensione da uno a tre mesi scatta, di regola, per il superamento del limite di oltre 40 km/h (art. 142, comma 9). Restano da considerare le situazioni particolari: per i neopatentati, cioè chi ha conseguito la patente da meno di tre anni, l'articolo 117, comma 5, prevede un trattamento più severo.
Il ritiro e il provvedimento successivo
Il ritiro materiale della patente da parte dell'organo accertatore è in genere seguito da un provvedimento del prefetto, che dispone la sospensione. Questo atto deve rispettare termini e modalità di notifica precisi.
Cosa dice la giurisprudenza
La Corte di Cassazione si è occupata più volte delle sanzioni per eccesso di velocità e, in particolare, dei termini e delle modalità di notifica dei provvedimenti del prefetto che seguono il ritiro materiale del documento. In termini generali, un ritiro che non trova base nella fascia di gravità effettivamente contestata può essere impugnato come adottato in violazione di legge. Quali siano gli esiti concreti dipende dagli elementi del singolo caso.
Cosa valutare con un avvocato
La fascia di violazione: come è stata qualificata l'infrazione nel verbale e se la velocità accertata, al netto delle tolleranze strumentali, sia coerente con essa.
La posizione del conducente: se si tratti di un neopatentato o di altra situazione per cui la legge prevede regole diverse.
Il tipo di atto: se si tratti del solo verbale, di un ritiro cautelare o di un provvedimento prefettizio, perché gli strumenti e i termini cambiano.
I rimedi previsti: il ricorso al Giudice di Pace o al prefetto, con i rispettivi termini, e la possibilità di chiedere la sospensione dell'efficacia del provvedimento in attesa della decisione, specie in presenza di urgenze lavorative.
La notifica: tempi e modalità con cui sono stati comunicati i provvedimenti.
- Verbale di contestazione
- Verbale o ricevuta di ritiro della patente
- Eventuale provvedimento di sospensione e relativa notifica
- Copia della patente e data di conseguimento
- Documentazione che attesti l'esigenza lavorativa della guida
- Eventuale documentazione sull'apparecchio di rilevazione della velocità
Fonti
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 16158/2025
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 2857/2025
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 24088/2022
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 3345/2021
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 33/2014
- Corte di Cassazione, ordinanza n. 3245/2024
- D.Lgs. n. 285/1992 (Codice della Strada)