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Fine della convivenza: affidamento, casa e mantenimento dei figli

Fine della convivenza: affidamento, casa e mantenimento dei figli

Cosa prevede la legge quando una coppia di conviventi con più figli, anche maggiorenni, si separa: affidamento, assegnazione della casa in affitto e contributo al mantenimento.

Questo è un caso reale
La domanda di partenza

Dopo la fine della convivenza, posso ottenere l'affidamento dei figli, l'assegnazione della casa familiare e un assegno di mantenimento a carico dell'altro genitore?

La situazione

Una coppia di conviventi, non sposati, ha quattro figli: due minorenni e due maggiorenni. La convivenza si conclude senza alcun accordo formale tra i genitori su come organizzare la vita dei figli.

I figli minori vivono stabilmente con la madre e, in questa fase, rifiutano di incontrare il padre. La casa familiare è in affitto. L'altro genitore dispone di un patrimonio immobiliare e mobiliare di rilievo.

La madre si chiede quali strumenti offra la legge per regolare l'affidamento dei minori, la sorte della casa e il contributo economico, anche per i figli maggiorenni non ancora economicamente indipendenti.

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Cosa prevede la legge

Parità di tutti i figli

Il D.Lgs. n. 154/2013 ha reso uguale lo stato giuridico di tutti i figli, nati dentro o fuori dal matrimonio. La fine di una convivenza, quindi, non cambia i doveri dei genitori verso i figli. La Legge n. 76/2016 ha poi dettato una disciplina specifica per le convivenze di fatto.

Affidamento

La regola generale è l'affidamento condiviso: entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale. Condiviso non significa che il minore viva in egual misura con entrambi: di norma il giudice stabilisce presso quale genitore i figli abbiano la residenza prevalente (il cosiddetto collocamento). I minori che hanno compiuto dodici anni, o sono capaci di discernimento, hanno diritto di essere ascoltati dal giudice.

Mantenimento

Ciascun genitore contribuisce al mantenimento in proporzione alle proprie sostanze e capacità. L'obbligo riguarda anche i figli maggiorenni, finché non raggiungono l'indipendenza economica. Un reddito modesto o di base non esclude automaticamente il contributo, se non basta a garantire l'autosufficienza.

Casa familiare

L'assegnazione della casa spetta di regola al genitore con cui i figli vivono in modo prevalente. Se l'immobile è in locazione, il provvedimento del giudice comporta la successione per legge del genitore assegnatario nel contratto di affitto, e il rapporto si estingue per l'altro genitore, se era lui l'intestatario.

Strumenti

I genitori possono accordarsi con una convenzione di negoziazione assistita da avvocati. In mancanza di accordo, ci si può rivolgere al tribunale ordinario, che regola i rapporti con un provvedimento.

Cosa dice la giurisprudenza

La giurisprudenza di merito precisa che il vero contenuto dell'affidamento condiviso non comporta una convivenza del minore con entrambi i genitori, né una forma di affidamento alternato. Il collocamento prevalente presso un genitore è quindi compatibile con l'affidamento condiviso.

I tribunali hanno inoltre affrontato i temi del mantenimento dei figli maggiorenni e dell'assegnazione della casa familiare in casi di coppie non sposate, valutando la situazione concreta di ciascuna famiglia.

Cosa valutare con un avvocato

  • Il rifiuto dei figli di incontrare l'altro genitore: le sue ragioni, l'ascolto dei minori e le eventuali misure per ricostruire il rapporto.

  • La situazione economica di entrambi i genitori, per determinare il contributo proporzionato.

  • La posizione dei figli maggiorenni: studi, lavoro, reddito e reale autosufficienza, che devono essere dimostrati.

  • L'intestazione del contratto di locazione e gli effetti dell'assegnazione della casa.

  • Se tentare prima la negoziazione assistita o agire direttamente in tribunale, e quale sia il giudice competente.

Documenti utili da portare al primo colloquio:
  • Contratto di locazione della casa familiare
  • Documenti di identità e certificati di nascita o stato di famiglia dei figli
  • Documentazione sui redditi di entrambi i genitori (dichiarazioni dei redditi, buste paga)
  • Documentazione sul patrimonio dell'altro genitore, se disponibile
  • Documenti su studi, lavoro e redditi dei figli maggiorenni
  • Spese ordinarie e straordinarie per i figli (scuola, salute, attività)
  • Eventuali comunicazioni scritte tra i genitori sulla gestione dei figli

Fonti

  • D.Lgs. n. 154/2013
  • Legge n. 76/2016
  • Legge n. 54/2006
  • Tribunale, sentenza n. 1967/2022
  • Tribunale, sentenza n. 1566/2018
  • Tribunale, sentenza n. 268/2023
  • Tribunale, sentenza n. 301/2024
  • Tribunale, sentenza n. 333/2023
  • Tribunale, sentenza n. 2931/2024
Questo contenuto ha natura esclusivamente informativa e orientativa: non contiene pareri legali personalizzati e non instaura alcun rapporto professionale. Ogni situazione va valutata da un avvocato.