8/6/2026

Separazione consensuale: vantaggi, costi e procedura semplificata

Arrivare alla decisione di separarsi non è mai facile e in molti casi può essere il risultato di un percorso lungo e doloroso. Anche quando c’è un accordo tra i coniugi, capire quali sono i passaggi da seguire, le tempistiche per la chiusura delle pratiche e i costi da sostenere. Se ti stai trovando in questa situazione, ecco tutto quello che devi sapere sulla separazione consensuale, il modo più semplice per consentire ai coniugi di regolare la fine della convivenza in modo condiviso, con tempi più rapidi e con un impatto economico ed emotivo più sostenibile per tutti.

Perché scegliere la via Consensuale?

La separazione consensuale è un accordo tra coniugi che serve a disciplinare la crisi matrimoniale evitando un processo contenzioso. È il percorso che puoi intraprendere quando hai già definito col tuo coniuge le condizioni essenziali, dalla casa al mantenimento, dagli accordi sui figli alla gestione del patrimonio, inclusi gli eventuali debiti e spese straordinarie. Solo se hai trovato un’intesa su tutti i punti fondamentali puoi percorrere questa strada, da solo o facendoti assistere da un avvocato

I vantaggi della separazione consensuale

I vantaggi per chi sceglie una separazione consensuale sono tanti, a cominciare dalla rapidità: non essendoci una causa da istruire con prove, testimonianze e udienze ripetute, la procedura è più lineare. L’altro grande vantaggio riguarda i costi della separazione consensuale: anche quando vengono coinvolti gli avvocati, una separazione ben costruita permette di evitare anni di contenzioso e contenere così le spese legali. Non ultimo, la personalizzazione: un accordo consensuale può essere costruito “su misura”, con un calendario per i figli sostenibile, una gestione chiara delle spese e soluzioni pratiche per casa e patrimonio.

Quanto costa separarsi? Tariffe e Opzioni

I costi variano drasticamente in base alla modalità scelta. Ecco un riepilogo delle opzioni disponibili in Italia:

Procedura: In Comune

Costo Medio: 16 €

Note principali: Solo senza figli minori o patti patrimoniali.

Procedura: In Tribunale (Fai-da-te)

Costo Medio: 43 €

Note principali: Solo Contributo Unificato; gestione autonoma.

Procedura: Separazione Online

Costo Medio: 199€ - 300€

Note principali: Gestione telematica per accordi semplici.

Procedura: Negoziazione Assistita

Costo Medio: 700€ - 1.500€

Note principali: Con avvocato; massima tutela legale.

Agevolazioni e Gratuito Patrocinio

  • A costo zero: Se il tuo reddito annuo imponibile è inferiore a 11.746,68 euro, puoi richiedere il Gratuito Patrocinio. In questo caso, lo Stato coprirà interamente le spese del tuo avvocato.
  • Soluzioni Low-Cost: La separazione online è un trend in crescita, ideale per chi ha già un accordo chiaro e vuole risparmiare sulle tariffe orarie dei classici studi legali.

Le tre modalità principali per separarsi in modo consensuale

Oggi la separazione consensuale in Italia può essere formalizzata in tre modi principali. La scelta dipende dalla presenza di figli, dal patrimonio e dal livello di complessità dell’accordo.

  • Procedura classica, il ricorso congiunto in Tribunale. È la via più frequente quando ci sono figli o quando l’accordo include degli aspetti patrimoniali articolati. In questo caso i coniugi presentano un ricorso congiunto in Tribunale con le condizioni concordate. Il giudice, una volta verificata la regolarità e la tutela dei figli, omologa l’accordo rendendolo efficace. All’udienza presidenziale i coniugi devono comparire personalmente, con assistenza legale.

  • Negoziazione assistita con avvocati. In questa procedura, ciascun coniuge è assistito da un avvocato, al quale spetta il compito di redigere l’accordo e trasmetterlo al Procuratore della Repubblica per ottenere il nulla osta o l’autorizzazione, a seconda che vi siano o meno figli minori. Questa è una strada spesso preferita perché consente di lavorare sull’accordo in modo più flessibile, evitando alcune rigidità dei tempi del Tribunale.

  • Separazione davanti all’Ufficiale di Stato Civile in Comune. Questa opzione, la più semplice, è stata introdotta dall'art. 12 del D.L. 132/2014 (convertito in Legge 162/2014) ed è possibile soltanto se non ci sono figli minori o maggiorenni non autosufficienti e se l’accordo tra i due coniugi non contiene dei patti patrimoniali complessi. Formalmente non è obbligatorio l’avvocato, ma resta consigliabile per evitare errori o condizioni squilibrate.

La procedura più rapida: la separazione consensuale in Comune

Rivolgersi direttamente al Comune di residenza di uno dei due coniugi è la modalità più semplice ed economica per la separazione consensuale. È sufficiente richiedere un appuntamento, di persona o tramite PEC, presso l'Ufficio Separazioni e Divorzi per stipulare l'accordo, allegando in fase di domanda una fotocopia dei documenti di riconoscimento in corso di validità per entrambi i coniugi.

Una volta ricevuta la richiesta, l'Ufficiale di Stato Civile redigerà l’atto e fisserà un appuntamento, non prima di 30 giorni, per la conferma. Se confermato, l’accordo diventerà esecutivo, mentre in caso contrario perderà ogni validità. In questo caso è previsto il pagamento di un diritto fisso di 16 euro da versare al momento della dichiarazione (non è richiesta la marca da bollo).

La separazione consensuale in caso di figli: costi e procedura

Se hai figli minori o figli maggiorenni non autosufficienti, la separazione consensuale non può essere più considerata solo un accordo tra due adulti, ma deve essere prima di tutto un accordo sostenibile per i minori coinvolti. Per questo motivo è necessario rivolgersi al Tribunale, con o senza l’assistenza di un avvocato. 

Il ricorso congiunto, come regolamentato dall’articolo 473-bis.12 del Codice di Procedura Civile, deve essere indirizzato al Presidente del Tribunale dell’ultima residenza comune dei coniugi (o domicilio documentato) e sottoscritto da entrambi. In assenza di legali, l’istanza va presentata in duplice copia e firmata in originale davanti al cancelliere. Se uno dei coniugi non può presentarsi, deve firmare entrambe le copie e l’altro può depositare con delega scritta e documento del delegante. Alle due copie del ricorso va allegato anche un foglio separato con le sole condizioni di separazione. In presenza di avvocato, invece, viene depositata anche la procura. Dopo il deposito, il Tribunale fisserà l’udienza. Dopo circa un mese, indicativamente, si può consultare il Portale telematico del Ministero della Giustizia per conoscere la data di comparizione.

Anche in questo caso la documentazione è esente da bollo e include:

  • lo stato di famiglia di entrambi i coniugi;
  • il certificato di residenza di entrambi (o lo storico se non hanno più la stessa residenza)
  • il certificato di matrimonio
  • una copia fronte-retro del documento di identità e del codice fiscale di entrambi
  • il modello ISTAT M252 compilato nelle sezioni richieste
  • una nota di iscrizione a ruolo (con i dati delle parti)

Dopo la riforma Cartabia, nei fascicoli di famiglia è diventato centrale anche il quadro patrimoniale: oltre ai redditi, vanno documentati beni e risorse economiche come immobili, veicoli, conti correnti, strumenti finanziari e quote societarie, perché il giudice deve poter valutare l’equità degli accordi.

Il costo di questa procedura varia a seconda del coinvolgimento o meno di un avvocato. Se ci si muove in autonomia, è previsto soltanto un contributo unificato di 43 euro. A questo bisogna aggiungere gli eventuali i costi dell’avvocato, che variano a seconda della complessità dell’accordo, dalla presenza di figli, dall’esistenza di immobili, mutui, società o debiti da regolare.

Sul mantenimento, l’accordo deve essere chiaro: chi versa l’assegno, in quale importo, con quale periodicità e come si ripartiscono le spese straordinarie (mediche, scolastiche o sportive). Il Tribunale controllerà che le condizioni non siano penalizzanti per i minori e solo a quel punto omologherà l’accordo. Prima di quel momento, l’intesa firmata tra i coniugi non sarà ancora pienamente esecutiva: solo a quel punto cesseranno gli obblighi di convivenza e fedeltà, ma il matrimonio non sarà considerato sciolto fino all’eventuale divorzio, che potrà essere chiesto non prima dei sei mesi successivi.

Se ti trovi in questa situazione e vuoi una separazione davvero rapida e senza sorprese, la scelta migliore, soprattutto se i dettagli da definire sono molti, è rivolgersi a un professionista, così da essere sicuro di costruire un accordo completo e coerente con la legge e di arrivare all’omologa (o al nulla osta) senza intoppi e con una tutela reale per entrambi. Bravoavvocato ti aiuta in pochi minuti a trovare l’avvocato più adatto al tuo caso!

Avvocato e cliente in consulenza

Hai un problema legale e non sai da dove partire?

Il Report di Primo Orientamento ti dà un quadro chiaro della tua situazione. Se poi vuoi approfondire, ti aiutiamo a individuare l'avvocato più adatto: lo contatti solo se ti serve.

Analizza il tuo caso gratuitamente
ARTICOLI CORRELATI