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Figli maggiorenni autonomi: si può revocare il mantenimento?

Figli maggiorenni autonomi: si può revocare il mantenimento?

Un genitore separato versa da anni un contributo per due figli adulti, oggi economicamente autonomi. Il caso spiega come la revisione delle condizioni di separazione incide sul mantenimento dei figli maggiorenni.

Questo è un caso reale
La domanda di partenza

Posso ottenere dal giudice la revoca del contributo al mantenimento dei miei due figli, ormai adulti ed economicamente autonomi?

La situazione

Un genitore separato versa da molti anni un contributo mensile per il mantenimento dei due figli, fissato al momento della separazione. Accanto a questo contributo, versa un assegno separato in favore dell'ex coniuge.

Oggi i figli sono adulti, ben oltre i trent'anni, e secondo il genitore hanno raggiunto una propria autonomia economica. Il genitore vorrebbe quindi far cessare il contributo per i figli, lasciando invariato quello per l'ex coniuge.

I rapporti familiari sono difficili e un accordo tra le parti sembra da escludere. Ci si chiede se sia possibile rivolgersi al giudice per modificare le condizioni stabilite in origine.

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Cosa prevede la legge

La revisione delle condizioni di separazione

Le condizioni fissate con la separazione non sono immutabili. Se sopravvengono giustificati motivi, cioè un cambiamento sostanziale delle circostanze di fatto, ciascun coniuge può chiedere al Tribunale di modificare i provvedimenti che riguardano i figli e i rapporti economici tra gli ex coniugi. Questo vale anche quando le condizioni erano state concordate in una separazione consensuale.

Il mantenimento dei figli maggiorenni

Il mantenimento dei figli maggiorenni non dura per sempre. Dipende dalla loro effettiva incapacità di procurarsi un reddito sufficiente e termina quando raggiungono l'indipendenza economica. Il compimento dei diciotto anni non fa cessare automaticamente l'obbligo, ma l'obbligo non è nemmeno illimitato nel tempo.

Le due posizioni sono distinte

Il contributo per i figli e quello per l'ex coniuge hanno presupposti diversi. Si possono quindi valutare separatamente: la modifica dell'uno non comporta di per sé quella dell'altro.

Cosa dice la giurisprudenza

I giudici di merito riconoscono che il giudice può disporre o revocare l'assegno per i figli maggiorenni valutando le circostanze concrete di ciascun caso. Una decisione del Tribunale del 2024 (sentenza n. 668/2024) conferma la revoca dell'assegno quando viene meno il presupposto del bisogno.

La Corte di Cassazione ammette la domanda di riduzione o revoca anche dell'assegno concordato in una separazione consensuale, se emergono fatti nuovi. L'indipendenza economica dei figli è considerata uno di questi fatti.

Nella giurisprudenza ricorre inoltre il principio di autoresponsabilità. Il figlio maggiorenne deve attivarsi per rendersi autonomo. Con l'avanzare dell'età, la pretesa di essere mantenuto richiede una dimostrazione sempre più rigorosa. Se il figlio si oppone, deve dimostrare di non essere autonomo e di essersi impegnato nella ricerca di un lavoro, senza colpa o inerzia.

Cosa valutare con un avvocato

  • Quali prove dimostrano l'attuale autonomia economica dei figli: un'occupazione stabile, redditi, attività svolte.

  • Se la situazione dei figli sia effettivamente stabile o legata a lavori temporanei.

  • Quale sia il Tribunale competente e quale procedimento sia adatto, anche tenendo conto che un accordo non appare praticabile.

  • Se la richiesta di modifica riguardi soltanto la quota dei figli, lasciando invariata quella dell'ex coniuge, e quali effetti possa avere sulla controparte.

  • Da quando possa decorrere l'eventuale modifica, e cosa accade ai versamenti già effettuati.

  • I rischi e i costi del giudizio, compresa la possibile opposizione dei figli o dell'ex coniuge.

Documenti utili da portare al primo colloquio:
  • Provvedimento di separazione o omologa, con le condizioni economiche fissate
  • Eventuali provvedimenti successivi di modifica dell'assegno
  • Prove dei versamenti effettuati per i figli e per l'ex coniuge
  • Documenti che attestino l'occupazione o i redditi dei figli, ove disponibili
  • Elementi sulla situazione lavorativa e abitativa dei figli (ad esempio contratti, visure, profili professionali pubblici)
  • La propria documentazione reddituale recente
  • Eventuali comunicazioni scritte con i familiari sul tema del mantenimento

Fonti

  • Corte di Cassazione, sentenza n. 32914/2022
  • Tribunale, sentenza n. 14308/2022
  • Tribunale, sentenza n. 668/2024
  • Tribunale, sentenza n. 1077/2024
  • Legge n. 898/1970
  • Legge n. 54/2006
  • Legge n. 151/1975
  • D.Lgs. n. 154/2013
Questo contenuto ha natura esclusivamente informativa e orientativa: non contiene pareri legali personalizzati e non instaura alcun rapporto professionale. Ogni situazione va valutata da un avvocato.