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Guida in stato di ebbrezza: conseguenze e lavori di pubblica utilità

Guida in stato di ebbrezza: conseguenze e lavori di pubblica utilità

Una persona è accusata di guida in stato di ebbrezza, senza incidenti. Il caso spiega le sanzioni previste, come funzionano i lavori di pubblica utilità e quando è possibile cambiare avvocato durante il procedimento.

Questo è un caso reale
La domanda di partenza

Quali conseguenze rischio per la guida in stato di ebbrezza, posso accedere ai lavori di pubblica utilità e posso cambiare avvocato in questa fase?

La situazione

Una persona viene fermata alla guida e le viene contestato un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro. Nei mesi precedenti non c'è stato alcun incidente stradale: il fermo è avvenuto durante un normale controllo.

Il procedimento penale è in corso e sono fissate udienze in cui si discute dell'eventuale svolgimento di lavori di pubblica utilità, cioè di un'attività non retribuita a favore della collettività, da seguire con l'ufficio che si occupa dell'esecuzione penale esterna.

In questa fase la persona si chiede quali conseguenze rischia, quali vantaggi offra il lavoro di pubblica utilità e se sia possibile cambiare l'avvocato che la assiste.

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Cosa prevede la legge

Le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza

L'art. 186 del Codice della Strada punisce chi guida con un tasso alcolemico superiore ai limiti. La fascia tra 0,8 e 1,5 grammi per litro è quella prevista dall'art. 186, comma 2, lettera b). Le conseguenze comprendono sanzioni penali e sanzioni amministrative accessorie, come la sospensione della patente. Se il tasso supera 1,5 g/l, oppure in caso di recidiva, le sanzioni sono più severe e possono arrivare alla revoca della patente.

Una disciplina analoga riguarda la guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti (art. 187).

I lavori di pubblica utilità

L'art. 186, comma 9-bis, consente, quando non vi è stato un incidente, di sostituire la pena detentiva e quella pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità. Se l'attività viene svolta con esito positivo, la legge prevede:

  • l'estinzione del reato;

  • la riduzione a metà della durata della sospensione della patente;

  • la revoca dell'eventuale confisca del veicolo.

Il cambio dell'avvocato

Il diritto di difesa comprende la possibilità di nominare un nuovo difensore di fiducia in qualsiasi stato e grado del procedimento. Di norma si redige un atto di nomina che contiene anche la revoca del mandato precedente, da depositare agli atti del procedimento.

Cosa dice la giurisprudenza

La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che la fattispecie dell'art. 186, comma 2, lettera b), si configura con un tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro. Le altre decisioni indicate tra le fonti riguardano la materia, ma non se ne riportano principi specifici.

Cosa valutare con un avvocato

  • Il tasso alcolemico accertato e la fascia di gravità in cui rientra, anche in presenza di recidiva.

  • L'assenza di incidenti, che è una condizione per accedere alla sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità.

  • I tempi e le modalità della richiesta nelle udienze in corso e il programma di trattamento da concordare con l'ufficio competente.

  • Gli effetti concreti sulla patente e sull'eventuale confisca del veicolo.

  • I tempi e le modalità del cambio di difensore, per evitare vuoti nell'assistenza durante il procedimento.

La valutazione del singolo caso spetta all'avvocato, che potrà indicare quali strumenti siano percorribili.

Documenti utili da portare al primo colloquio:
  • Verbale di accertamento del tasso alcolemico
  • Atto di contestazione o decreto di citazione
  • Eventuali provvedimenti di sospensione o ritiro della patente
  • Atti relativi all'udienza fissata e alla richiesta di lavori di pubblica utilità
  • Atto di nomina del precedente difensore
  • Documento d'identità e codice fiscale
  • Eventuale certificato del casellario giudiziale

Fonti

  • Corte di Cassazione, ordinanza n. 18746/2021
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 10160/2021
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 22882/2018
  • Corte di Cassazione, ordinanza n. 46010/2022
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 7950/2021
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 13200/2021
  • Corte di Cassazione, sentenza n. 34701/2025
  • Atto normativo n. 285/1992
Questo contenuto ha natura esclusivamente informativa e orientativa: non contiene pareri legali personalizzati e non instaura alcun rapporto professionale. Ogni situazione va valutata da un avvocato.